Cathy - Non è ammissibile un’amicizia tra noi, lei è stato molto cortese con me, io in cambio sono stata sciocca e squinternata a pensare…
Raymond - Pensare cosa? Che uno possa entrare in contatto con un altro, avere un interesse per un altro… che forse un attimo fuggente riesca a vedere al di là della superficie? Al di là del colore delle cose?
Cathy - Crede che si riesca davvero… a vedere al di là delle cose? Della superficie delle cose?
Tratto da Lontano dal paradiso (Far from heaven), di T. Haynes (USA, 2002)

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La scelta dell’argomento per questo sito è scaturita da un interesse personale per il cinema, e dall’idea che i film possano diventare uno strumento per cogliere alcuni aspetti della realtà umana.
Il racconto filmico, infatti, si struttura e sostanzia come metafora fedele del reale ed è in grado di mettere in luce la connessione tra esperienza soggettiva (pensieri, emozioni, sentimenti, vissuti, ecc.) e comportamento sociale. Questo tipo di indagine è giustificata dal fatto che, in un’epoca come l’attuale dove la fruizione dell’oggetto film è molto diffusa e capillare, questa produce effetti imitativi nello spettatore tanto più in quei soggetti poco abituati alla critica.
In direzione opposta, il cinema recepisce e riformula le principali transazioni e trasformazioni che avvengono sul fronte sociale, culturale e relazionale, fornendo allo spettatore uno specchio e un contesto preziosi per l’osservazione dell’evoluzione psico-sociale dell’individuo.
Il cinema è sicuramente influenzato dagli accadimenti reali e quindi attraverso le storie raccontate si possono trovare spunti di riflessione atti a capire le dinamiche che sono presenti anche fuori dello schermo.
