Irene Barbruni

Elisabethtown

Elisabethtown
di C. Crowe (USA, 2005)


USA, 2005 Regia: Cameron Crowe. Interpreti principali: Orlando Bloom, Kirsten Dunst, Susan Sarandon, Judy Greer, Jessica Biel, Alec Baldwin

Drew Baylor (Orlando Bloom) ha appena causato la perdita di centinaia di milioni alla ditta per cui lavora, la notizia non è ancora pubblica ma presto lo sarà. Drew ritorna in azienda sapendo che sarà licenziato e subisce, con un sorriso amaro sul volto, gli sguardi di pietà dei suoi colleghi. Oltre alla fine del sogno lavorativo il giovane si ritrova privo dell’appoggio della fidanzata che lo lascia solo con il suo fallimento.

Le amicizie di Alice sono legate all’ambiente sociale in cui vive, caratterizzato da famiglie ricche legate da rapporti superficiali. Scoprirà la falsità delle donne che credeva sue amiche. Inoltre vive un rapporto non soddisfacente con il marito ma che lei crede comunque fedele e quando scopre la sua infedeltà è come se vedesse finalmente la realtà del suo matrimonio, che è ormai finito.

Drew sente di aver toccato il fondo, è ancora vivo in lui l’orgoglio di essere stimato e apprezzato per il suo successo; molti sono i flashback che ci descrivono la gloria del momento appena precedente al colossale fallimento. Dice a se stesso e agli altri “sto bene” ma la sera stessa svuota il suo appartamento di tutti gli oggetti, e prepara il suo suicidio con un originale macchinario costruito con un coltello e una cyclette. Come a dire che senza il successo materiale legato ai soldi e al potere la vita non ha più senso perché lui non ha più valore come persona. Ma quando arriva il momento del suicidio una telefonata interrompe il suo progetto di morte: è la sorella che gli comunica che il padre è deceduto. A questo punto Drew decide di svolgere il suo dovere ed andare a prendere la salma del padre, che al momento della scomparsa era dai parenti nella piccola città natale Elizabethtown; ma promette a se stesso che poi ritornerà a finire il lavoro iniziato. Sarà un viaggio verso le origini, verso la conoscenza del padre e verso ciò che negli ultimi tempi Drew aveva considerato non importante rispetto alla carriera.

Durante il volo incontra Claire, una hostess (Kirsten Dunst) che comprende subito lo smarrimento interiore del ragazzo senza che lui dica nulla. Lei sa che ha bisogno di aiuto e gli da’ alcune indicazioni per muoversi in quel territorio nuovo. Sull’aereo deserto Claire è quasi invadente nei confronti di Drew e irrompe nella vita di questo giovane perché capisce subito che è un ragazzo che ha perso la propria voglia di essere vivo. Questa hostess gli regala una nuova bussola per orientarsi nel mondo e sa che Drew ha bisogno di lei così gli lascia il suo numero nascosto tra le righe del disegno delle strade da percorrere.

L’incontro con Claire è l’incontro con il sogno della vita che va ben al di là del successo nel lavoro. Drew all’inizio del film vive come tragedia e come morte il fatto di non essere più il giovane emergente di successo che tutti apprezzavano. Claire rappresenta una nuova visione dell’ esistenza: l’alba diventa un evento intriso di senso, un fallimento nel lavoro non è “il” fallimento e il sentirsi vivi non passa attraverso il successo planetario ma attraverso la capacità di vivere autenticamente e relazionarsi con gli altri.

Una commedia che ci porta un’atmosfera rosea e magica della vita che sempre più spesso è vissuta tra i grigiori di sentimenti artificiali.

 
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