Irene Barbruni

Eva contro Eva

Eva contro Eva (All about Eve)
di R. J. Mankiewicz (USA, 1959)


USA 1950. Regia: R. J. Mankiewicz. Interpreti principali: B. Davis, A. Baxter, G. Sanders, G. Merrill.

Eva contro Eva è un film americano del 1950 in cui è raccontata la storia di due personaggi femminili che vivono nell’ambiente teatrale dell’America degli Anni Cinquanta. Eva Harrington, interpretata da A. Baxter, è una giovane donna che sogna di diventare una stella del teatro e che con determinazione insegue il suo obiettivo. Margo Channing, interpretata da B. Davis, è un’affermata attrice. Attraverso queste due figure è raccontato da una parte la scalata al successo di una ragazza e dall’altra il lento declino, in campo lavorativo, di una donna giunta all’apice del successo.

Eva si presenta all’inizio come una ragazza semplice e piena di sogni. È figlia unica di una coppia di contadini da cui sembra essersi allontanata per sfuggire le proprie umili origini e negare così una parte di sé. Eva riesce a conquistare la fiducia di chi le sta intorno mostrandosi gentile e volenterosa, riuscendo a sfoggiare le sue doti e capacità e inventandosi un passato che la fa apparire come una ragazza sfortunata ma molto leale e piena di qualità umane: suscita così compassione e stima nelle persone che incontra.

Solo alla fine il personaggio si rivela per ciò che è realmente, ossia una donna che pur di arrivare al successo non esita a servirsi degli altri. Eva quindi si dimostra una ragazza astuta e intelligente che con pazienza riesce a gestire le persone conquistando ciò che vuole; il prezzo del successo sembra essere la solitudine e il disprezzo di chi l’ha conosciuta per come è veramente.

Anche l’amicizia, per Eva, sembra essere percepita unicamente come un mezzo per ottenere i suoi obiettivi. In particolare riesce a farsi aiutare da due donne, Margo e Karen, le quali si commuovono di fronte alla storia di Eva e alla sua, apparente, dolcezza ed umiltà. L’amicizia finisce nel momento in cui scoprono la vera indole di Eva che, per ottenere ciò che vuole, si serve delle persone che riesce a conquistare. Anche il rapporto di coppia è svilito: secondo la percezione di questo personaggio, infatti, anch’esso è considerato un modo per arrivare al successo.

Nel personaggio di Margo, invece, è rappresentato il dramma di una donna che vive un momento della vita in cui ha paura di perdere quelle doti femminili in cui aveva riposto la capacità di gestire un rapporto, denunciando con ciò la sua sfiducia nelle proprie capacità umane. Margo vive un rapporto di coppia con un uomo che non asseconda il suo modo di percepire se stessa unicamente come un corpo che sta invecchiando: in questo caso il legame di coppia è punto di appoggio nella crisi vissuta dal personaggio.

Confrontando il personaggio di Eva e quello di Margo si può notare come il corpo, che assume un significato centrale, sia legato alla bellezza della gioventù. Margo si trova in un momento della vita in cui il tempo della giovinezza sta finendo: ciò la mette in crisi, ma ritroverà fiducia in se stessa anche grazie all’appoggio del compagno. Eva, invece, è in una fase della vita in cui possiede giovinezza, talento e bellezza che le permettono di gestire la sua vita. In entrambi i personaggi domina l’idea che la donna più è giovane e bella più ha valore.

In questi personaggi si possono individuare due tipologie di atteggiamenti e anche due diversi tipi di sapere e di modalità di conoscenza. Per quanto riguarda il modo di fare Eva agisce imponendo il suo volere e manipolando gli altri mentre Margo è impulsiva e irriflessiva ma mai aggressiva; anzi, spesso nei momenti di rabbia appare nella sua più intima fragilità. Per quanto riguarda il tipo di conoscenza Eva conosce tutto ciò che può esserle d’aiuto per realizzare il suo sogno e diventa anche un’abile manipolatrice degli altri, dimostrando però la sua totale incomprensione delle relazioni profonde tra le persone. Margo, diversamente, ha una conoscenza legata all’emotività.

Ricercando in questi due personaggi l’aspetto spirituale e religioso si può notare come per Eva la realizzazione di un sogno sia posta sopra ogni cosa, mostrando così diverse una religiosità prevalentemente materialista e tradendo quella ingenua mistica della recitazione della sua adolescenza (la scena in cui racconta come deve essere emozionante ascoltare gli applausi che sono segno di amore). Nel personaggio di Margo si può ipotizzare che sia rappresentato un momento di passaggio in cui, da donna attraente e di talento, che ha vissuto il proprio successo come unico modo per autodefinirsi e per definire la propria esistenza, sta ricercando nuovi modi per definirsi e per trovare un proprio modo di porsi nel mondo.

Un tema centrale, in entrambi i personaggi femminili, è quello dell’essere e apparire: due donne che basano la propria identità sull’apparire più che sull’essere. Margo si trova a dover affrontare il dramma di vivere i primi segnali dello sfaldamento di questa modalità di definire la propria femminilità.

Margo ben rappresenta una tipologia di donna completamente identificata nel ruolo professionale e convinta che esso è l’unico aspetto che la può autorealizzare e da cui può trarre le qualità per essere amata dal proprio uomo. Quindi, un'unica immagine di sé che, se viene scalfita, sconvolge l’intera personalità che è percepita senza valore. Alla fine del film Margo recupera anche un altro lato di sé slegato dalla professione, e recupera sicurezza e stima di sé acquisendo anche il ruolo di moglie e amica amata per quello che è e non per il ruolo che ricopre.

Nel personaggio di Margo si possono individuare gli elementi di cui parla Nerci (Il corpo femminile in evoluzione: rappresentazione ed esperienza della menopausa nelle donne di oggi, 1992), illustrando che tanto più l’immagine della bellezza del corpo è stata fonte in passato di gratificazione e rassicurazione, tanto più sarà percepita l’intensità della crisi. Inoltre l’autore osserva che diventano importanti, in questa fase della vita, la sfera della sessualità e dell’amore perché una vita ancora completa nei vari aspetti può contrastare i sentimenti di svalutazione e la percezione di se stessi come non desiderabili. Infatti si può vedere nel dialogo come il personaggio maschile, compagno della protagonista, sia fonte di supporto.

Nella dinamica di coppia qui rappresentata sembra esserci anche una tipologia di conflitto che, come fa notare la Harding (La strada della donna, 1951), in realtà è un conflitto interno e soggettivo. Infatti la protagonista vive un’inquietudine, uno smarrimento interiore riguardo alla sua personalità e trasporta questo suo vissuto anche all’interno della coppia, vedendo un compagno che preferisce una giovane ragazza a lei quando in realtà non è così.

In questo film è rappresentato un tipo di donna che considera la bellezza e il successo, qualità indispensabili per essere amata. Leggendo l’ultima parte del dialogo, evidenziata, si può osservare che il compagno cerca di far comprendere alla protagonista che al di là della sua bellezza possiede alcune caratteristiche più importanti, come l’intelligenza. Come nel film Rebecca, di A. Hitchcock (USA, 1940) si può osservare un tipo di uomo che vive in modo più autentico, anche se non è necessariamente più forte. Le donne sono, comunque, sacrificate in quanto hanno una visione squalificante di se stesse.

 
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