BY: Irene Barbruni

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INSOMNIA
di Christopher Nolan
Interpreti: Al Pacino, Robin Williams, Hilary Swank, Nicky Katt, MauraTierney.
Anno di produzione 2002, durata 118′
Genere: Thriller

Film trillher, ma come spesso accade nel cinema americano questo genere è lo scenario adatto per un viaggio nella zona d’ombra della nostra anima. In questo caso il protagonista, il tenente Dormer (Al Pacino), si imbatte nell’oscuro personaggio che da sempre alberga nella sua anima, il criminale che con lui vorrebbe stipulare un accordo: subdolamente insinua nella coscienza di Dormer l’idea che infondo loro due sono uguali. Dormer aveva causato la morte di in collega che stava per testimoniare circa i modi illegali da lui usati in varie indagini. Si verrà a sapere che un caso, in particolare, agita le notti e i sogni di Dormer: l’arresto di un pedofilo per il quale si avevano prove schiaccianti, ma il poliziotto, forzando le prove, aveva messo del sangue della vittima nella casa dell’indagato, facendolo condannare senza alcun dubbio legale. Il bene e il male, il giusto e l’ingiusto, il legale e l’illecito si mescolano creando una alchimia pericolosa. Solo pochi riescono a decifrare così bene le regole celesti da rimanere incontaminati dalla contiguità con il male. Questa promiscuità, tra legalità e illegalità, provoca alla lunga, nella coscienza del tenente, il sospetto della propria immoralità, giungendo a ritenere che forse non è stato un incidente a causare la morte del collega, che forse è proprio lui ad averlo ucciso. Il dialogo quindi tra Dormer e l’assassino, che sta braccando (R. Williams), è la drammatica resa dei conti con se stesso. Dormer ha perso il senso della sua innocenza, e della sua purezza d’animo, e dalla continua mescolanza col crimine si sente contagiato dai lati oscuri della sua personalità. Lo scenario in cui si svolge la vicenda non è casuale. Siamo in Alasca, in un eterno giorno, dove il sole non cala mai. Il solo è proprio la coscienza solo razionale inadeguata a dar ragione al senso della vita, ma implacabile con i suoi giudizi basati sul dubbio, che quando diviene unica prassi del pensare, agisce per distruggere ogni intuizione autentica di verità.
Il film giallo americano tocca alle volte vette molto elevate, dove la metafora della storia è squisitamente sviluppata dalla bravura di attori dalla interpretazione complessa, come in questo caso. Tutto questo fa di quel genere una vera opera d’arte.

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